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domenica 23 giugno 2013

Alla faccia dei buoni propositi!

I soliti buoni propositi che sono andati a farsi benedire.
Ho abbandonato il blog per mesi ma voglio riuscire a rimediare.
Presto...
Oggi no ma al più presto lo farò.
Nella mia testa ci sono tante di quelle cose che vorrei condividere. Anche di recente mi è capitato più volte di parlare con mamme (e papà) che mi danno della "coraggiosa" perchè non ho alcun timore a viaggiare da sola con le mie figlie.
Ed io che continuo a chiedermi: qual'è la vera differenza?
Non ci prendiamo cura di loro tutti i giorni? Se sappiamo gestirli a casa ci riusciremo ovunque. Se temiamo i pericoli esterni è perchè non ci rendiamo conto che, a volerli cercare, di pericoli se ne trovano tanti anche nella nostra quotidianità e non è che si può vivere nella paura di quello che potrebbe succedere!
Io non riesco a concepire di vivere la vita senza viaggiare.
Adoro tutto del viaggio, immaginare dove si potrebbe andare, studiare la destinazione, verificare come raggiungerla e cosa poter vedere, visitare, testare, provare. Partire si traduce ogni volta in un sogno che si avvera. Poi c'è l'esperienza, cerco di assaporare ogni momento, lasciare che quello che sto vivendo mi cambi. Non torno mai da un viaggio uguale a come sono partita, ma con un carico nuovo di emozioni legate a panorami, sapori, profumi, unici e tipici di ogni singolo luogo.
Come si fa a non desiderare di provare tutto questo? E come si può privarne i nostri figli o privarcene noi per non portare anche i bambini?

lunedì 12 novembre 2012

Documenti di viaggio

I documenti per viaggiare sono diversi e possono essere distinti in base alla destinazione del viaggio.

  1. Se si viaggia nel territorio nazionale è sufficiente la carta d'identità o i documenti equipollenti quali il passaporto, la patente di guida, la patente nautica, il libretto di pensione, il patentino di abilitazione alla conduzione di impianti termici, il porto d'armi, le tessere di riconoscimento, purché munite di fotografia e di timbro o di altra segnatura equivalente, rilasciate da un'amministrazione dello Stato;
  2. Se si viaggia in Paesi aderenti agli accordi di Schengen o Paesi esteri extra-Schengen si deve essere in possesso di un documento valido per l'attraversamento delle frontiere, vediamo quali sono:
  • La carta d'identità valida per l'espatrio viene rilasciata dal Comune di residenza e, a partire dal maggio 2011, può essere richiesta fin dalla nascita. 
La validità temporale varia a seconda dell'età del titolare:
       - 3 anni per i minori di età inferiore ai 3 anni
       - 5 anni per i minori di età compresa tra 3 e 18 anni
       - 10 anni per i maggiorenni        
     
Bisogna sapere che non sono molti i Paesi che accettano la carta d'identità italiana valida per l'espatrio e che sono stati registrati ripetuti e notevoli disagi  (fino al respingimento alla frontiera) proprio per il mancato riconoscimento da parti di alcuni Stati delle carte d'identità prorogate (cartacee rinnovate con il timbro o carte elettroniche rinnovate con un certificato) tanto che il Ministero dell'Interno ha previsto che i possessori di carte di identità rinnovate o da rinnovare possono richiederne la sostituzione con nuove carte d'identità, la cui validità decennale decorrerà dalla data di rilascio del nuovo documento.
  • Il passaporto è il documento che consente di viaggiare da un Paese all'altro, viene rilasciato in Italia dalle Questure e all'estero dalle rappresentanze diplomatico-consolari, è valido per tutti i Paesi riconosciuti dal Governo italiano ma su richiesta dell'interessato può essere reso valido anche per i Paesi i cui Governi non sono riconosciuti mediante l'indicazione delle località di destinazione.
La domanda per il rilascio può essere presentata presso le Questure o l'ufficio passaporti del commissariato di Pubblica Sicurezza o la stazione dei Carabinieri o il Comune di residenza, domicilio o dimora dell'interessato. Ora è anche possibile fare richiesta online sul sito della Polizia di Stato e prenotare ora, data e luogo per la presentazione della domanda.

La nostra normativa prevede diverse tipologie di passaporti: il passaporto ordinario, il passaporto temporaneo ed il passaporto collettivo, qui parleremo solo di quello ordinario.

venerdì 13 luglio 2012

Viaggiare da sole (senza figli)

Riprendo il blog dopo oltre due mesi...il tempo vola!!..e per prima cosa vorrei affrontare lo scottante argomento del "viaggiare da sole", senza figli intendo, dato che è una delle cose che ho fatto nei due mesi passati.
Non è stata la prima volta che partivo da sola ma è stata la prima volta che sono stata via per più di dieci giorni. Per la prima volta dalla nascita delle bambine ho passato ben 20 giorni senza vederle. E non era un 'viaggio d'affari' (che pare sia la sola giustificazione valida per un periodo d'assenza).
Anche a rischio di sembrare una madre snaturata devo dire che non ho sofferto.
Certo le mie figlie mi sono mancate, ho pensato a loro tutti i giorni, ci siamo sentite quasi tutti i giorni, ma mi sono goduta ogni momento del tempo passato lontano da casa, mi sono rilassata, mi sono divertita, mi sono rigenerata, senza provare alcun senso di colpa.
Lo dico perchè non mancano mai le persone che fanno di tutto per farti sentire in colpa anche quando sembra che ti stiano supportando, tipo quando ti dicono:"Fai benissimo a cogliere quest'occasione, chissà se ti capiterebbe di nuovo, certo è un sacco di tempo, speriamo le bambine non ne risentano troppo.." se non ti dicono direttamente: "eh tu a divertirti e le bambine poverine rimangono qui..". E non c'è neanche bisogno di allontanarsi troppo da casa o per troppo tempo perchè si facciano queste osservazioni.
Mi ricordo che subito dopo la fine della mia relazione col padre delle bambine nei giorni in cui loro stavano con lui io normalmente stavo in casa, non uscivo quasi mai e quasi nessuno mi spronava a farlo. Quando invece ho iniziato ad uscire con gli amici, al contrario, ricevevo solo battute di disapprovazione "sempre in giro, vero?" oppure "non hai le bambine oggi?così ti puoi divertire eh?".
Persino quando si è in coppia se decidi di dedicare del tempo a te stessa, lasciando i figli col padre, puoi star sicura che non mancherà chi sottolineerà il fatto che non sei a casa a prenderti cura della famiglia.
Mi pare che sia opinione diffusa che una volta che diventi mamma solo quello sia il tuo ruolo nella vita. Tu non esisti più come persona se non come madre. Di conseguenza, risulta quasi "riprovevole" il desiderio di trascorrere del tempo da sola perchè si da per scontato che tu voglia e debba stare con i tuoi figli ogni momento in cui loro non siano impegnati con la scuola o altre attività.
Bè, io non sono d'accordo.
Sicuramente il ruolo di madre è quello preponderante nella mia vita. Ma, come la maggior parte di noi, sono o sono stata anche figlia, sorella, amica, zia, cugina, nipote, collega, compagna, nuora, cognata, fidanzata, amante, etc etc.
Il fatto di rivestire tutti questi ruoli non fa di me solo una loro sintesi.
Ho sogni, desideri, idee, bisogni che prescindono dai vari ruoli che di volta in volta rivesto, perchè IO esisterei anche se non facessi più la madre, la figlia, l'amica, la sorella etc etc.
Ad essere sincera non è da tanto che sono arrivata a questa consapevolezza.
Per anni sono stata divorata dai sensi di colpa nell'assurda convinzione che non avessi il diritto di prendermi cura di me perchè dovevo solo prendermi cura di altri.
Una follia!!!
Ho imparato che non privo mie figlie, i miei familiari, i miei amici o il mio compagno del mio amore, della mia attenzione, delle mie premure se non passo ogni momento con loro.
Ho imparato che DEVO prendermi cura di me per essere in grado di prendermi cura di altri con serenità e gioia.
Ho imparato che BISOGNA coltivare le proprie PASSIONI per riuscire ad affrontare i propri impegni con più energia, con più facilità, con più entusiasmo.
E dato che per me "viaggiare" è una passione ma anche un modo per prendermi cura di me, un modo per recuperare energie, un modo per mettermi alla prova, un modo per apprendere qualcosa di nuovo su di me, è qualcosa a cui non posso rinunciare e che posso fare anche da sola felicemente.

venerdì 27 aprile 2012

La mia grande passione: viaggiare

"Partire è la più bella e coraggiosa di tutte le azioni. Una gioia egoistica forse, ma una gioia, per colui che sa dare valore alla libertà. Essere soli, senza bisogni, sconosciuti, stranieri e tuttavia sentirsi a casa ovunque e partire alla conquista del mondo." 

Isabelle Eberhartd


Ogni volta che rileggo questa frase provo l'emozione della prima volta. E' come se lei avesse tradotto in parole un pensiero inespresso, uno stato d'animo, un sentimento che ho sempre provatoCapita, a volte, di leggere cose scritte da altri e pensare "è esattamente quello che avrei voluto dire io!", in effetti un pò mi dispiace che non sia farina del mio sacco, comunque sono contenta che qualcun altro abbia reso in maniera così semplice un modo di essere così complesso.    


La cosa che a me risulta incredibile è che non a tutti fa lo stesso effetto, c'è gente in giro a cui dei viaggi non importa assolutamente nulla...lo so, sembra una follia eppure questa gente esiste!!   



C'è chi spende una fortuna in vestiti, accessori, tecnologia, auto etc e che non si è mai allontanato più di un certo chilometraggio da casa


Ma io dico, con tutto quello che c'è da vedere al mondo!











Non basterebbe una vita per visitare tutto e non c'è gioiello che valga la vista di un cielo superstellato nel deserto, un'escursione nella foresta equatoriale, leoni a caccia nel loro habitat naturale, fare snorkelling sulla barriera corallina, visitare le rovine Maya-Egizie-Greche-Romane-Etrusche-Cinesi (e chi più ne ha più ne metta), passeggiare lungo gli Champs-Elysées, vedere dal vivo "La Gioconda", la bassa marea a Mont-Saint-Michel, sentire una band a Covent Garden, comprare un vestitino hippie a Camden, farsi fare un ritratto sul Karlùv Most,  atterrare la prima volta a New york, vedere i fuochi del 4 luglio, giocare al casinò a Las Vegas, gli spettacoli a Venice Beach, shopping a Rodeo Drive, ballare latino-americano a Coconut Grove, arrivare in taxi alla Casa Bianca, farsi le treccine a Punta Cana, ascoltare "No woman no cry" a Nile Mile, farsi un tuffo a Tulum, ballare fino al mattino al Coco Bongo di Cancun, cantare "Bella Ciao" al Kabigorri di Irùn, fare un tour per ammirare le opere di Gaudì, prendere un caffè davanti agli Uffizi, gettare una moneta nella Fontana di Trevi, rimirare la Torre di Pisa, ridere sui Navigli, fare un giro in motoscafo sul Lago di Garda, prendere il sole alla Pelosa o sorseggiare un drink al tramonto al Phi Beach.


Potrei andare avanti per ore ed ore.


Il punto è che, vicino o lontano, piccolo o grande, ciascun luogo ha il suo fascino, la sua storia, la sua magia per cui vale sempre la pena visitarlo.


Tutti dovrebbero avere la fortuna, il privilegio, l'opportunità di godere di questa straordinaria esperienza capace, come poche altre, di far sperimentare la felicità.