Io ne ho diversi e ho sempre cercato di "sfruttare" questa fortuna per visitare posti nuovi o non più nuovi ma che mi piace rivedere.
Così quando una delle mie più care amiche ha deciso di trasferirsi nei Paesi Baschi mi sono resa disponibile ad aiutarla a trasportare un pò delle sue cose con la mia auto. In cambio (per niente equo, lei e la sua famiglia d'adozione ci hanno perso parecchio!) io e le mie figlie siamo state ospitate per 10 giorni.
I Paesi Baschi si trovano nella parte nord orientale della Spagna al confine con la Francia. Per poterci arrivare in auto la soluzione migliore era il traghetto fino a Barcellona e di là percorrere circa 600 km verso nord. La nostra destinazione era Irùn, un paese a circa venti di chilometri da Donostìa, ovvero San Sebastiàn.
Siamo partite il 2 agosto e la traversata in traghetto durava 12 h diurne. Abbiamo deciso di prendere comunque una cabina per poter riposare durante la giornata dal momento che saremmo sbarcati verso le 18 e avevamo deciso di non passare la notte a Barcellona ma di iniziare a macinare un pò di chilometri per evitare di farli tutti in una volta il giorno dopo. Sapendo che saremmo state comunque stanche abbiamo prenotato una stanza a Lleida, una cittadina a circa 180 km da Barcellona.
Per i bambini il viaggio in traghetto è già un divertimento, salire e scendere dai letti a castello, esplorare le varie zone, soprattutto se ci sono zone giochi e negozi, uscire sul ponte. Sul traghetto si possono incontrare persone di tutti i tipi, spesso gruppi in gita, squadre di svariati sport, fino ai partecipanti ad un rave galleggiante organizzato sulla stessa nave, tutto può succedere!

Viaggiare in auto in Spagna è semplice, le strade sono ben tenute, le uscite sono ben segnalate, ci si orienta bene anche senza navigatore (noi non ne avevamo ma una cartina stradale è sempre utile), ci sono diverse zone sosta-ristoro-rifornimento, tra l'altro là il carburante costa meno.
Da Lleida abbiamo proseguito in direzione Zaragoza, poi verso Pamplona ed infine per San Sebastiàn, attraversando le comunità di Aragòn e Navarra.
Dopo aver attraversato zone quasi desertiche i Paesi Baschi sembrano ancora più verdi e ricchi di colori, fiori, piante e bandiere ovunque.
Da subito si nota che è il posto giusto per i bambini. Parchi, piazze e zone gioco in ogni dove, il che talvolta rendeva decisamente più lungo il tempo per raggiungere una destinazione perché diventava impossibile non fare una sosta per giocare!
Irùn è una cittadina carina separata dalla Francia dal fiume Bidasoa nel quale si trova l'Isola dei Fagiani, un isolotto nel mezzo del fiume che per metà dell'anno è sotto la giurisdizione spagnola e per l'altra metà sotto quella francese. Di fatto è sufficiente attraversare un ponte per passare dalla Spagna alla Francia, la 'gendarmerie' presente a metà del ponte richiede solo l'esibizione di un documento d'identità.
Anche Irùn è una tappa del Cammino di Santiago, qui si congiungevano diversi percorsi del camino frances e da qui parte il camino del Norte.
Durante la nostra permanenza abbiamo potuto assistere ad una festa con sfilata di carri e costumi tipici, bande musicali e durante la sera ad un concerto di musiche basche con sagra di sardine e sidro a volontà. Quello che colpisce è la massiccia partecipazione della popolazione e l'evidente attaccamento alle proprie tradizioni.






A pochi chilometri da Irùn, in pratica non ci si rende neanche conto di cambiare città, si trova Hondarribìa graziosissima cittadina sul mar Cantabrico.
to be continued...
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